Tutto in una vita
31-03-2008 15:10:28
Cinquantuno anni fa moriva Giuseppe Di Vittorio.
Il dirigente sindacale più importante nella storia d’Italia, il bracciante pugliese che si era affrancato dalla povertà, che aveva combattuto gli agrari del latifondo, poi i fascisti, quindi costretto all’esilio, poi in Spagna al fianco dei democratici, e di nuovo in Italia nella Resistenza e nella ricostruzione (del paese e della Cgil, da segretario generale), si spegneva in un albergo di Lecco il 3 novembre del 1957.
La sua vita fu un’epopea: Di Vittorio è stato il segretario della rinascita del sindacato dopo il fascismo. I princìpi che accompagnarono la sua azione sindacale furono il valore sociale e culturale del lavoro; l’autonomia, la democrazia e l’unità furono i suoi obiettivi.
Per Di Vittorio il sindacato doveva restare rigorosamente plurale e apartitico, senza per questo venire meno alla propria naturale vocazione politica, incentrata sullo sviluppo della democrazia e sulla difesa della Costituzione repubblicana.
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