Posts Tagged ‘precarietà’

Crisi, aiuti per tredicesime e ammortizzatori

26-11-2008 13:22:52

Partendo dai dati Ocse sulla crisi che rischia di colpire seriamente i lavoratori, in particolare quelli più deboli come i precari, Paolo chiede al governo, come dichiarato all’Ansa il 25 novembre, di mettere in campo interventi immediati sui redditi, la detassazione delle prossime tredicesime, sugli ammortizzatori sociali a cominciare dall’aumento delle risorse ad essi destinati.

E dichiara ”Il Pd torna a chiedere con forza la cancellazione della norma introdotta nel cosiddetto Dl infrastrutture che prevede una notevole riduzione delle tutele per i lavoratori di aziende in crisi che devono cedere parti o rami d’azienda. I dati Ocse segnalano inoltre che il debito è in aumento. E una delle motivazioni è il progressivo affievolimento della lotta all’evasione. Questo governo ha infatti messo in mora molte norme approvate dal governo Prodi per combattere l’elusione e l’evasione fiscale”.

Precariato e flessibilità in Italia: ragioni e soluzioni

15-10-2008 13:12:16

Pubblichiamo un intervento di Paolo sul Pd e il mondo del lavoro, apparso sull’ultimo numero del bimestrale “Italianieuropei”


Un Pd che scelga di coltivare fino in fondo l’ambizione di un soggetto a vocazione maggioritaria dovrà necessariamente declinare questa sua ambizione in un incontro fecondo con il mondo del lavoro, dovrà entrare davvero in sintonia con il malessere profondo che lo attraversa e farsi portatore di un’idea unificante, che comprenda la difesa delle garanzie acquisite e la loro estensione, il recupero del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e, più in generale, una rinnovata strategia per lo sviluppo dell’Italia.
  

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Crisi, discutiamo dei problemi reali

08-10-2008 13:14:35

Di seguito l’intervento di Paolo durante la seduta del Senato di ieri sulla crisi finanziaria:

“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la grave crisi finanziaria a cui stiamo assistendo in questi giorni e che, a partire dagli Stati Uniti, sta investendo le economie di tutti i Paesi occidentali, è crisi dell’economia irreale che potrà avere gravi effetti sull’economia reale e sulla vita delle persone.
Questa grave situazione, dagli aspetti ancora difficilmente prevedibili, nasce all’ombra della speculazione finanziaria, delle non regole, della deregulation totale. Nasce all’ombra dell’ideologia della scomparsa del lavoro materiale, della produzione materiale, della scomparsa dei lavoratori e delle lavoratrici in carne ed ossa, e rischia, nonostante le blande rassicurazioni del ministro Tremonti e dell’Esecutivo, di avere dure ricadute proprio su quei soggetti che in questi anni non solo non hanno beneficiato della bolla speculativa finanziaria, ma ne sono stati in gran parte vittime.Penso naturalmente ai lavoratori dipendenti, che hanno visto scendere il loro potere di acquisto, a causa della contrazione dei salari, a fronte delle grandi fortune economiche create dalla finanziarizzazione dell’economia.
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Emergenza occupazione: la mozione del Pd

03-10-2008 15:57:02

A partire da martedì, a Palazza Madama va in discussione una mozione sull’emergenza occupazione (con procedimento abbreviato ai sensi dell’articolo 157, comma 3, del regolamento, in materia di occupazione) promossa dal Piddì.

Questo il testo:

Il Senato, premesso che:

la crisi finanziaria mondiale, la bassa crescita del Prodotto interno lordo e le perduranti difficoltà economiche stanno non solo pregiudicando le possibilità di ripresa e di creazione di nuova occupazione nel nostro Paese, ma ormai anche aggravando la precarietà e instabilità di un numero elevatissimo di posti di lavoro esistenti, mettendo a rischio interi comparti produttivi e vaste aree del territorio, in particolare nel Mezzogiorno;
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Detassare gli straordinari è inutile e dannoso

16-07-2008 18:31:26

foto_biothumbnail.jpgStamattina al Senato era in discussione la conversione in legge del DDL 866, con modificazioni del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie.

Il Presidente dell’Assemblea: È iscritto a parlare il senatore Nerozzi. Ne ha facoltà.

Nerozzi: Signor Presidente, non interverrò sul complesso del provvedimento, ma mi limiterò ad illustrare la nostra posizione in merito ai contenuti dell’articolo 2 relativo agli sgravi fiscali per il lavoro straordinario.

Come abbiamo già avuto modo di affermare in sede di Commissione lavoro, consideriamo tale norma non adeguata a risolvere o a contenere la vera emergenza del nostro Paese: il recupero di potere di acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni.

È talmente vero che anche negli interventi della maggioranza si rimandano ad un futuro non definito misure in tal senso, dal momento che questo provvedimento non risolve nessuno di questi problemi.

Riteniamo questa norma insufficiente, portatrice di ulteriori divisioni nel mondo del lavoro.

Come è noto, solo una parte minoritaria di lavoratori potrà usufruire degli sgravi contenuti in questo provvedimento, mentre una parte importante, che già oggi sconta un gap salariale notevole (le donne, i lavoratori a tempo determinato, i giovani e in generale i lavoratori e le lavoratrici del Mezzogiorno) ne sarà sostanzialmente esclusa. Si tratta di lavoratori e lavoratrici che per modalità di impiego, luoghi di produzione e modalità contrattuali non hanno modo di svolgere lavoro supplementare.

Crediamo, inoltre, che l’idea che è alla base del provvedimento, cioè che detassando il lavoro straordinario si incrementi automaticamente la produttività, non trovi riscontro in termini di politica economica. Non vi è infatti un nesso automatico tra aumento del monte orario lavorato e incremento della produttività in assenza di misure volte all’innalzamento dei livelli di innovazione tecnologica.

Mi corre l’obbligo di ricordare, poi, che molto spesso è proprio durante le ore di lavoro supplementare che avviene il maggior numero di incidenti sui luoghi di lavoro e che visto che spesso in quest’Aula abbiamo tutti, unitariamente, assunto l’impegno a sradicare la vergogna delle morti bianche nel nostro Paese, è bene anche in questo caso ricordarlo.

Avremmo preferito altresì uno strumento generalizzato, che intervenisse direttamente sul complesso dei livelli retributivi dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, e dei pensionati. E avremmo preferito che proprio sul terreno della produttività si fosse potuti intervenire a partire dal secondo livello di contrattazione, valorizzando quel livello che aumenta la produttività, è più vicino al territorio, dà risposte simili alle filiere produttive, ai distretti e recupera molto di quel lavoro diffuso che questo provvedimento esclude.

Inoltre, l’aver voluto eludere i compensi del lavoro straordinario dal calcolo dei redditi ISE, rischierà di aumentare ulteriormente la sperequazione tra lavoratori con la concreta possibilità di accedere ai servizi sociali quali mense e nidi, detentori di reddito complessivamente superiore, e coloro che si trovano in una situazione inferiore.

Pur non condividendo il provvedimento, consideriamo grave e discriminatorio l’aver escluso da questa agevolazione l’intero comparto del pubblico impiego, ma in particolare quelle categorie, come quelle del comparto sicurezza, della sanità, dei Vigili del fuoco, delle guardie carcerarie, che quotidianamente, attraverso il lavoro supplementare e gli straordinari, rendono possibili i servizi nel nostro Paese. Penso soprattutto al Centro e al Nord-Italia dove questo consente, in questi giorni, alla struttura sanitaria in particolare, di funzionare e di funzionare bene.

Per queste ragioni noi non siamo d’accordo con il provvedimento in esame e speriamo che con questo dibattito possano essere eliminate le parti più inefficaci di queste norme.

In aula il gruppo del Piddì applaude,










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