Posts Tagged ‘governo’

Dpef, l’ennesima occasione mancata

29-07-2009 15:18:09

Di seguito riportiamo l’intervento che Paolo ha tenuto ieri in Aula durante la discussione sul Documento di programmazione economico-finanziaria, in cui denuncia l’immobilismo del Governo riguardo alla crisi

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Brunetta progetta il controllo politico sulla P.A.

18-11-2008 13:06:28

Riportiamo l’intervista rilasciata da Paolo al quotidiano aprileonline in seguito alle ultime affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione che indicano nella sinistra il terreno di coltivazione dei fannulloni.

Dietro questa crociata si annida un progetto politico-ideologico molto chiaro: utilizzare le presunte riforme proposte dal governo come grimaldello per ricondurre il mondo della pubblica amministrazione sotto l’egida di controllo della classe politica, oltre che dividere il fronte sindacale.
di C.R.

Allora Paolo i fannulloni stanno tutti a sinistra?

Guarda non vorrei neanche rispondere alle ultime affermazioni di Brunetta, a tratti ridicole, ma anche molto pericolose per il messaggio che sottintendono, se non nascondessero il vero disegno politico-ideologico: utilizzare le riforme per ridare alla politica il controllo della PA, e per dividere le organizzazioni sindacali.

Ma la di là delle esternazioni quotidiane, cosa c’è nel disegno di legge che non va bene?

Come ho più volte ribadito c’è, nel progetto Brunetta, un eccesso di potere di legificazione da parte del Governo. Un eccesso che consegna all’esecutivo un grande potere, che potrà esercitare per non discutere con i sindacati, per accrescere il controllo politico sui servizi pubblici e penso anche che potrà ridimensionare il ruolo della Corte dei Conti nel suo ruolo di soggetto terzo, perchè vi è in atto un tentativo di interferire sul ruolo della Corte e metterla sotto tuteraggio politico. Questo può produrre un reale pericolo di sfondamento del bilancio pubblico attraverso iniziative clientelari liberate sia dalla tutela della Corte, sia dalla svuotamento della contrattazione.

Cosa resta, a tuo avviso, delle riforme degli anni ‘90 volute da Bassanini con il contributo di Massimo D’Antona?

Poco, al centro di quelle riforme vi era una sostanziale parificazione tra il lavoro pubblico e privato, e la base era, come metodo, il dialogo con i rappresentanti del mondo del lavoro. Tutto ciò con la riforma Brunetta è capovolto. Francamente mi stupisce l’atteggiamento di chi ha avuto importanti incarichi di Governo in quel periodo, penso all’ex ministro Bassanini oggi nominato presidente della Cassa deposito e prestiti, che dovrebbe difendere con maggiore convinzione anche quello che fu il suo lavoro e non attaccare quei senatori che difesero il lavoro di D’Antona ed anche il suo.

Pensi che ci sia una voglia di riforme bipartisan a prescindere dal merito dei provvedimenti?

Non so, certo è che non vedo un clima politico adeguato all’elaborazione di riforme condivise. E francamente gli insulti di Brunetta non fanno che aggravare questo clima.

Ora che succederà in Aula?

Lo vedremo nei prossimi giorni, per quanto mi riguarda le mie contrarietà si sono accresciute.

Crisi, discutiamo dei problemi reali

08-10-2008 13:14:35

Di seguito l’intervento di Paolo durante la seduta del Senato di ieri sulla crisi finanziaria:

“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la grave crisi finanziaria a cui stiamo assistendo in questi giorni e che, a partire dagli Stati Uniti, sta investendo le economie di tutti i Paesi occidentali, è crisi dell’economia irreale che potrà avere gravi effetti sull’economia reale e sulla vita delle persone.
Questa grave situazione, dagli aspetti ancora difficilmente prevedibili, nasce all’ombra della speculazione finanziaria, delle non regole, della deregulation totale. Nasce all’ombra dell’ideologia della scomparsa del lavoro materiale, della produzione materiale, della scomparsa dei lavoratori e delle lavoratrici in carne ed ossa, e rischia, nonostante le blande rassicurazioni del ministro Tremonti e dell’Esecutivo, di avere dure ricadute proprio su quei soggetti che in questi anni non solo non hanno beneficiato della bolla speculativa finanziaria, ma ne sono stati in gran parte vittime.Penso naturalmente ai lavoratori dipendenti, che hanno visto scendere il loro potere di acquisto, a causa della contrazione dei salari, a fronte delle grandi fortune economiche create dalla finanziarizzazione dell’economia.
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Emergenza occupazione: la mozione del Pd

03-10-2008 15:57:02

A partire da martedì, a Palazza Madama va in discussione una mozione sull’emergenza occupazione (con procedimento abbreviato ai sensi dell’articolo 157, comma 3, del regolamento, in materia di occupazione) promossa dal Piddì.

Questo il testo:

Il Senato, premesso che:

la crisi finanziaria mondiale, la bassa crescita del Prodotto interno lordo e le perduranti difficoltà economiche stanno non solo pregiudicando le possibilità di ripresa e di creazione di nuova occupazione nel nostro Paese, ma ormai anche aggravando la precarietà e instabilità di un numero elevatissimo di posti di lavoro esistenti, mettendo a rischio interi comparti produttivi e vaste aree del territorio, in particolare nel Mezzogiorno;
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Colpo di mano

24-09-2008 20:11:30

trem_brun01g.jpgAprile pubblica oggi un intervento di Paolo sulla Finanziaria di Tremonti e Brunetta, approvata dal Consiglio dei ministri.
Questo:

Risorse insufficienti, Parlamento esautorato, sindacato estromesso.
Questo in sintesi il disegno contenuto nella manovra finanziaria per il 2009, approvata ieri dal governo Berlusconi, che riguarda principalmente il rinnovo del contratto del pubblico impiego.
Siamo in presenza, ed è bene dirlo con la dovuta chiarezza, di un vero e proprio colpo di mano. Tre articoli più tabelle per sancire quello che da mesi andavamo denunciando: dietro la campagna contro i pubblici dipendenti si nascondeva semplicemente la volontà di fare cassa e di annullare le riforme degli ultimi 25 anni che consentirono la privatizzazione del contratto di lavoro.

Secondo le prime stime del sindacato le risorse inserite in finanziaria porteranno ad un “aumento” dei salari di 65 euro nel biennio (compresa l’indennità di vacanza contrattuale) di fatto neanche recuperando l’inflazione programmata (1,7%) a fronte di una inflazione reale di oltre il 4 per cento, con picchi superiori al 5 per cento per i generi alimentari. Tutto ciò in un quadro grave per la tenuta economica del nostro Paese: siamo a crescita zero e questo non succedeva da oltre quindici anni, ed il governo invece di assumere iniziative che sostengano i consumi interni, intervenendo sui salari dei lavoratori e dei pensionati, utilizza l’indice dell’inflazione programmata. Un dato accantonato perfino da Confindustria.

Inoltre, il governo introduce un grave elemento di delegittimazione delle organizzazioni sindacali prevedendo che “le somme stanziate possono essere erogate anche mediante atti unilaterali..”, di fatto, quindi, cancellando la sede di contrattazione. Si tratta di un atto grave che sostanzialmente inficia la presunta volontà dell’esecutivo di innalzare i livelli di efficienza e produttività dei dipendenti pubblici, in quanto dovrebbe essere la sede di trattativa contrattuale il luogo principe per definire le linee guida di un moderno sistema di servizi. Premiare le competenze, garantire l’autonomia decisionale, far emergere un management responsabile, in sostanza contrattare efficienza in cambio di incentivi economici. Purtroppo non vi sono né gli incentivi e né la contrattazione, rimangono solamente gli echi della campagna contro i fannulloni di cui il ministro Brunetta ancora non ha dato conto dei risultati ottenuti.

Ma, probabilmente, di tutto questo il Parlamento non potrà discutere, se non molto marginalmente, visto che lo stesso consiglio dei ministri che ha approvato la manovra per il 2009 ha già autorizzato il ricorso al voto di fiducia. Esautorando deputati e senatori del diritto di intervenire su questioni che riguardano non solamente i salari dei pubblici dipendenti, ma gli stessi servizi ai cittadini: asili, scuole, ospedali, luoghi che in base alla capacità di offrire servizi determinano direttamente la qualità della vita nel nostro Paese.

Siamo in presenza, purtroppo, di mix di arroganza istituzionale e incapacità di governo. Si sviliscono le sedi parlamentari, si evita il confronto con i rappresentanti dei lavoratori, si governa attraverso le conferenze stampa. Cercando si sottrarsi il più possibile dal confronto sul merito delle scelte. Merito che, nonostante le roboanti campagne medianiche, al dunque sarà compreso fino in fondo dai cittadini. Il tentativo di mettere contro maestri e genitori, infermieri e pazienti alla lunga non funzionerà, perché maestre e genitori infermieri e pazienti comprenderanno che hanno un interesse in comune: che le scuole e gli ospedali funzionino.

Le prossime mobilitazioni, sindacali e politiche, a partire dalla manifestazione promossa dal Pd per il 25 ottobre, dovranno porre al centro innanzitutto la sfida dell’unità. L’unità del mondo del lavoro, l’unità tra chi fornisce un servizio alla collettività e gli utenti di quel servizio.










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