Biografia
Sono nato a Bologna il 22 giugno del 1949. Mi sono diplomato perito chimico industriale presso l’istituto tecnico comunale “Aldini Valeriani”. In quegli anni fino al 1970 ho fatto parte del gruppo di Bologna dell’A.S.C.I., l’attuale AGESCI.
Nel ‘68 come migliaia di altri ragazzi ho partecipato alle lotte studentesche nella mia città. Quelle battaglie mi hanno avvicinato alla politica facendomi aderire al Psiup nella corrente di Vittorio Foa, Giovannini e Lettieri la cosiddetta “corrente sindacale”. Inizio a lavorare nel 1971 presso il comune di Bologna come responsabile dell’ufficio personale dell’Assessorato all’assistenza.
Nel 1972 ho aderito al Pdup, poi unificatosi con Il Manifesto, di cui sono stato segretario provinciale dal ‘74 al ‘76. Nel 1976, a seguito della scelta di fare le liste con Lotta Continua, delle prime prese di distanza da Mosca da parte di Enrico Berlinguer e della scelta della non violenza, aderisco al Pci. Nel 1976 inizio un nuovo impegno lavorativo presso l’assessorato alla formazione professionale della Regione Emilia-Romagna.
Nel ‘77 vengo eletto nel consiglio unitario dei delegati della Regione.
Nel 1980 vengo eletto Segretario generale della Funzione Pubblica dell’Emilia-Romagna. L’anno successivo vengo chiamato da Aldo Giunti, che assieme a Trentin, Vittorio Foa e Monsignor Fagioli sono stati determinanti per la mia formazione umana, politica e sindacale, nell’esecutivo nazionale della Funzione Pubblica.
Nel1986 vengo eletto nel Direttivo Nazionale della Cgil in cui rimarrò per tutto il resto del mio periodo di impegno sindacale. Nel 1988 vengo eletto Segretario Organizzativo della Cgil dell’Emilia-Romagna. Proprio in questi anni contribuisco alla costruzione del primo sindacato degli studenti di Bologna.
Successivamente è la Funzione Pubblica nazionale a chiedermi di spostarmi a Roma per assumere l’incarico di Segretario Generale Aggiunto della Fp Nazionale. Nel 1994 su proposta di Bruno Trentin vengo eletto Segretario Generale della Funzione Pubblica. Sono anni bellissimi ed importantissimi di impegno sindacale. Insieme a Franco Bassanini e agli amici di Cisl e Uil, con la collaborazione di un importante amico come Massimo D’Antona, ho partecipato alla costruzione delle “Leggi Bassanini” sul pubblico impiego. Proprio in quegli anni si svolgono le elezioni delle Rsu e per la prima volta la Cgil diventa il primo sindacato.
Il 27 gennaio del 2000 vengo eletto dal Comitato Direttivo Nazionale nella Segreteria Confederale Nazionale della Cgil.
Nella segreteria mi vengono affidate la responsabilità per il pubblico impiego, per le politiche di coesione economica e sociale, in particolare del Mezzogiorno, le riforme istituzionali, del federalismo, dei bilanci regionali. Insieme a questo ho seguito anche i rapporti tra la Cgil e le associazioni studentesche.
Sono anni importantissimi e spesso difficili che ci vedono protagonisti della battaglia per i diritti, il lavoro e la pace. Ricordo ancora come fosse oggi la straordinaria manifestazione del 23 marzo 2002 con tre milioni di persone.
In quegli anni partecipo anche al Congresso dei Ds del 2001 aderendo alla mozione Berlinguer. Dedico parte del mio impegno anche alla politica contribuendo alla costruzione della sinistra Ds nel congresso del 2004.
Nel 2006 ho fatto parte del Comitato Promotore Salviamo la Costituzione per portare il punto di vista sindacale dentro una battaglia di salvaguardia della nostra Carta Costituzionale contro lo scempio fatto dal Governo Berlusconi.
Nel 2007 a seguito della decisione di sciogliere i Democratici di Sinistra, con altri compagni faccio la scelta sofferta di uscire e contribuire alla costruzione di Sinistra Democratica. Faccio questa scelta sapendo che sarà difficile riuscire a costruire una sinistra unita ma credo che le battaglie del lavoro e dei diritti possano riuscire ad unificare lo storico conflitto tra sinistra riformista e massimalista.
Conduco all’interno di Sinistra Democratica una forte battaglia sui contenuti del lavoro e soprattutto di come nel XXI secolo si debba costruire una sinistra di governo. Purtroppo la maggioranza dei compagni che avevano intrapreso quel percorso con me sceglie di adottare una linea minoritaria e schiacciata sulle posizioni di Rifondazione Comunista e del Pdci. E’ per me inaccettabile la scelta di quella che oggi si chiama la Sinistra Arcobaleno di rompere sul protocollo del welfare siglato tra il Governo e i sindacati. La totale indifferenza dimostrata da Rifondazione Comunista davanti al voto di cinque milioni di lavoratori e i numerosi attacchi al movimento sindacale mi hanno fatto mettere in discussione il progetto che stavamo costruendo.
Sicuramente anche la partecipazione alle primarie del Partito Democratico e l’elezioni di Walter Veltroni a segretario mi hanno fatto intravedere la possibilità di costruire una grande e moderna forza riformista.
Per questo con molti altri compagni a febbraio abbiamo dato vita all’associazione a Sinistra per il paese che vuole portare un punto di vista critico alle scelte che il Partito Democratico dovrà fare e provare a dialogare con tutte quelle persone, e sono molte, della società civile che credono che una grande forza del lavoro in questa paese si possa e si debba contribuire a costruirla.
Non amo parlare della mia vita privata perché credo che l’impegno politico non debba mai esporre le persone a noi care. Nella vita ho poche passioni ma sicuramente una che mi porto dietro dall’età di quattro anni, quando mio padre mi portava allo stadio, è quella per il Bologna Calcio.
Sono molto appassionato anche di storia romana e medioevale, di gialli storici e delle canzoni di Francesco Guccini.







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