Le proposte della CIIP alla Commissione infortuni del Senato
Riportiamo un articolo uscito ieri su “aprileonline” che dà conto della audizione della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle “morti bianche” del Senato di cui Paolo è vicepresidente. Tra le varie concause che fanno dell’Italia un Paese in cui le morti sul lavoro suonano come un bollettino di guerra - è di ieri la notizia di un altro lavoratore morto in un silos di grano a San Ferdinando di Puglia - va annoverata la pratica del non assegnare - come invece previsto dall’art. 13 comma 6 del D.Lgs. 81/2008 - alle attività di prevenzione delle Asl le ingenti risorse provenienti dalle sanzioni incassate per le violazioni accertate
di Manuela Bianchi
Nella Giornata mondiale della Salute e della Sicurezza sul lavoro - promossa dall’ILO/ONU - e del contemporaneo Workers Memorial Day, promosso dalle organizzazioni sindacali internazionali, si è tenuta oggi alla Commissione di inchiesta del senato sul fenomeno degli infortuni sul lavoro l’audizione della CIIP, Consulta interassociativa Italiana per la Prevenzione, che raccoglie sotto il proprio cappello 14 associazioni rappresentanti operatori pubblici e privati, dipendenti e liberi professionisti e tutte le competenze scientifiche in materia di prevenzione.
L’occasione è servita per promuovere l’iniziativa biennale “Mi impegno per la prevenzione”, che la CIIP ha presentato ai senatori della Commissione presieduta dal vicepresidente Paolo Nerozzi (PD), attraverso il dodecalogo di impegni per “una prevenzione vera, efficace ed efficiente in linea con le dichiarazioni internazionali ed europee” il cui obiettivo è quello di stimolare il confronto e mobilitare tutti i soggetti pubblici e privati per diffondere una cultura della prevenzione al fine di promuovere azioni realmente efficaci in tutti i luoghi di lavoro e di vita . Una dichiarazione alla quale può aderire chiunque apponendo la propria firma in calce, che la CIIP si impegna a diffondere il più possibile anche attraverso il web.
Paolo Nerozzi ritiene molto importante l’operato delle associazioni che compongono la CIIP poiché i morti sul lavoro - benché si parli quest’anno di diminuzione degli infortuni mortali - sono troppi. “I dati che attestano la diminuzione degli infortuni vanno letti in un contesto di crisi dell’occupazione e di maggior ricorso alla Cassa integrazione.” spiega il vicepresidente “E in tempi di crisi, l’attenzione alla sicurezza può conoscere momenti di pausa. I settori più deboli - come i precari o i lavoratori stranieri - non guardano alla sicurezza pur di poter lavorare.”
“In ambito formativo - continua Nerozzi - le risorse ci sono ma spesso si riducono solo a dei timbri che non corrispondono ad una reale formazione. Le norme sulla sicurezza devono cambiare - ha proseguito - bisogna incalzare il governo; oltre a prevenire è necessario anche controllare, sanzionare, colpire”. In questo senso mettere insieme tante associazioni nella CIIP è un elemento importante perché è necessario unire le forze, ha osservato Nerozzi, che ha ricordato quante volte - compresa quella di oggi in cui è inviato all’Inca-Cgil per l’iniziativa organizzata a Cesena in occasione della giornata mondiale sugli infortuni - il presidente Napolitano sia tornato con determinazione sui temi della prevenzione e della sicurezza.
Tra le azioni da perseguire nella difficile situazione italiana, che vede la mancanza a tutt’oggi del 50% degli operatori Asl incaricati delle attività di controllo e prevenzione - mentre quelli che vanno in pensione non vengono sostituiti - la CIIP si pone l’obiettivo di intervenire sulla lotta al lavoro nero e sommerso con un’ opera di contrasto all’illegalità e di rafforzamento delle risorse da attuarsi a livello pubblico e professionale attraverso, tra le altre cose, la formazione continua e la costituzione di un sistema premiante, ma anche l’introduzione di sanzioni deterrenti e bonus-malus oltre alle sanzioni penali.
Tra le varie concause che fanno dell’Italia un Paese in cui le morti sul lavoro suonano come un bollettino di guerra - mentre scriviamo un altro lavoratore è morto oggi in un silos di grano a San Ferdinando di Puglia - va annoverata la pratica del non assegnare - come invece previsto dall’art. 13 comma 6 del D.Lgs. 81/2008 - alle attività di prevenzione delle Asl le ingenti risorse provenienti dalle sanzioni incassate per le violazioni accertate. Le Regioni virtuose che applicano l’articolo succitato sono Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Marche , Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Le altre si dividono in parzialmente virtuose, come L’Emilia Romagna e la Lombardia, e in non virtuose, cioè tutte le altre, che non applicano l’articolo di legge.
A peggiorare la situazione concorre la mancata attuazione di oltre 50 decreti attuativi del Testo unico, tra cui quelli che riguardano i rischi stress-lavoro correlati e la formazione di molte figure professionali della prevenzione: negli ultimi due anni l’85% delle figure lavorative preposte non ha partecipato a dei veri corsi di aggiornamento sull’argomento.
Molte le questioni sul tappeto, tra queste la CIIP ha sottoposto al parere della Commissione una modifica del Testo unico nella direzione di un allargamento della assicurazione - in forma obbligatoria - anche al cosiddetto popolo delle Partite Iva, composto da circa 5 milioni di lavoratori regolari che non godono di copertura INAIL e non figurano quindi nelle statistiche sugli infortuni.
Il vicepresidente Nerozzi riporterà all’interno della Commissione riunita in plenum le proposte ed elaborazioni della CIIP con l’auspicio di addivenire ad una riposta unitaria “come è già successo in altre occasioni” ha precisato, sottolineando l’importanza che ha oggi quel luogo istituzionale nel promuovere una nuova attenzione alle tematiche della sicurezza nei luoghi di lavoro. Una Commissione che - come ha ricordato il senatore Roilo, che ne è anch’egli membro - è sì di inchiesta e quindi non preposta a legiferare, ma che funge da stimolo dell’attività legislativa. Un esempio su tutti, la modifica al decreto attuativo al Testo unico sulla norma cosiddetta salva-manager uscita dal Consiglio dei ministri, che è avvenuta grazie al dibattito interno alla Commissione.
Sulla proposta di estendere l’assicurazione alle Partite Iva, Nerozzi ha anticipato che se non ci sarà una posizione unitaria “noi faremo quello che dobbiamo fare come partito”.







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