Sulla trattativa il sindacato chiede di essere ascoltato in Parlamento

Pubblichiamo un articolo, uscito oggi su L’Unità, in cui viene riportata una interrogazione di Paolo al ministro Sacconi sulla esclusione della Fiom dalla trattativa sul contratto nazionale di categoria. La maggiore organizzazione sindacale dei metalmeccanici, che ha indetto uno sciopero per domani a cui Paolo ha annunciato di aderire, ha chiesto alla presidenza di Camera e Senato di essere audita

Sulla trattativa separata sul contratto nazionale dei metalmeccanici, in corso dal 17 settembre tra Federmeccanica e Assital da una parte e Cisl, Uil e Ugl dall’altra, la Fiom ha chiesto alle Presidenze di Camera e Senato di essere ascoltata dal Parlamento. Una richiesta appoggiata dai senatori Paolo Nerozzi (che ha annunciata la propria adesione allo sciopero della Fiom del 9 ottobre) e Giorgio Roilo, con un’interrogazione al ministro del Lavoro.

I parlamentari del Pd chiedono se, anche alla luce dello stato di difficoltà del nostro sistema economico e produttivo, il ministro “non ritenga opportuno interloquire con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, impegnate nella complessa trattativa, al fine di scongiurare possibili accordi separati che rischierebbero di creare forti tensioni sociali”. Nerozzi e Roilo rilevano che, in seguito alla decisione padronale di ritenere “inaccettabili” le posizioni della Fiom, in particolare per quanto concerne la parte relativa al blocco dei licenziamenti ed alla decisione degli altri sindacati di aprire, comunque, le trattative, anche prima delle scadenze, si stia determinando una situazione che vede la maggiore organizzazione sindacale dei metalmeccanici esclusa dalla trattativa e l’impossibilità, per i lavoratori, di poter convalidare con il voto un accordo di rinnovo contrattuale, stipulato in assenza di alcune organizzazioni sindacali.

Nella richiesta di audizione, la Fiom pone in evidenza (questione sottolineata anche dai senatori del Pd) il tema delle regole democratiche per la validazione della piattaforma e degli accordi che riguardano tutti i lavoratori e lavoratrici iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali. Nell’interrogazione si fa osservare la contrarietà della Fiom-Cgil alla decisione degli altri sindacati di disdettare il contratto di lavoro che, per la parte economica, scadeva il 31 dicembre 2009 e, per la parte normativa, addirittura il 31 dicembre 2011. Decisione assunta in seguito all’accordo di tali organizzazioni con il governo in merito al sistema contrattuale, non sottoscritto dalla Cgil.

Nedo Canetti

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