Sempre diritti

Un accordo monco e inadeguato

30-01-2009 17:37:31

Pubblichiamo un articolo di Paolo, apparso su Europa del 28 gennaio, a commento della riforma del modello contrattuale siglata da Confindustria, Governo, Cisl e Uil.

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Il diritto di sciopero non si tocca

15-10-2008 13:48:00

Il ministro Sacconi ha annunciato che varerà un disegno di legge delega, da sottoporre all’esame del Parlamento, per riformare l’attuale regolazione del diritto di sciopero dei servizi di pubblica utilità. “Profonda contrarietà” alla proposta del ministro è stata espressa da Paolo, che ha dichiarato: 

”Trovo singolare che questa proposta arrivi nel momento in cui gli scioperi imperversano in tutta Italia e riguardano tutti i settori: la scuola, l’università, il pubblico impiego, i trasporti. Sembra che il governo invece di cercare una risposta alle istanze del mondo del lavoro, di tentare veramente di risolvere le vertenze contrattuali, di dare risposte ai tanti precari che non riescono a programmare la propria vita per l’incertezza sul futuro preferisca rispondere con atti oggettivamente intimidatori.
     
Si  tratta di un atteggiamento che non rasserena il clima e rispecchia pienamente lo spirito di questo governo: prendere decisioni unilaterali senza avere alcun rapporto costruttivo né con le forze sociali né con l’opposizione. Aspettiamo di leggere attentamente il testo del provvedimento di riforma del diritto allo sciopero ma, dalle prime agenzie di stampa, emerge un tentativo malcelato di modificare la Costituzione che sancisce e garantisce il diritto di sciopero come diritto individuale.
     
Questo tentativo rende ancor più necessario il sostegno agli scioperi unitari di Cgil, Cisl e Uil contro le riforme e i tagli voluti dal governo Berlusconi sulla scuola, sull’università e sul pubblico impiego. Questo tentativo rende necessaria la più ampia mobilitazione per la manifestazione del Pd del 25 ottobre come un momento in cui si dica no ai tagli non
aiutano il Paese e i cittadini ad uscire dalla grave crisi finanziarie ed economica che li colpisce”.

Precariato e flessibilità in Italia: ragioni e soluzioni

15-10-2008 13:12:16

Pubblichiamo un intervento di Paolo sul Pd e il mondo del lavoro, apparso sull’ultimo numero del bimestrale “Italianieuropei”


Un Pd che scelga di coltivare fino in fondo l’ambizione di un soggetto a vocazione maggioritaria dovrà necessariamente declinare questa sua ambizione in un incontro fecondo con il mondo del lavoro, dovrà entrare davvero in sintonia con il malessere profondo che lo attraversa e farsi portatore di un’idea unificante, che comprenda la difesa delle garanzie acquisite e la loro estensione, il recupero del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e, più in generale, una rinnovata strategia per lo sviluppo dell’Italia.
  

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Emergenza occupazione: la mozione del Pd

03-10-2008 15:57:02

A partire da martedì, a Palazza Madama va in discussione una mozione sull’emergenza occupazione (con procedimento abbreviato ai sensi dell’articolo 157, comma 3, del regolamento, in materia di occupazione) promossa dal Piddì.

Questo il testo:

Il Senato, premesso che:

la crisi finanziaria mondiale, la bassa crescita del Prodotto interno lordo e le perduranti difficoltà economiche stanno non solo pregiudicando le possibilità di ripresa e di creazione di nuova occupazione nel nostro Paese, ma ormai anche aggravando la precarietà e instabilità di un numero elevatissimo di posti di lavoro esistenti, mettendo a rischio interi comparti produttivi e vaste aree del territorio, in particolare nel Mezzogiorno;
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Interrogazione / 5

02-10-2008 13:45:07

Al Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione

Premesso che:

negli ultimi mesi il Ministro in indirizzo ha ripetutamente enunciato con vigore il proprio intendimento di attivare nelle amministrazioni pubbliche un sistema retributivo capace di commisurare significativamente le retribuzioni alla quantità e qualità del lavoro svolto dai singoli uffici e dai singoli dipendenti;

in sconcertante contrasto con tale intendimento, l’articolo 67 del decreto-legge n. 112 del 2008, come modificato dalla legge di conversione n. 133 del 2008, ha drasticamente ridotto gli incentivi speciali destinati ai dipendenti dell’Inps e delle Agenzie delle entrate: si tratta di incentivi legati alla produzione e in particolare a obiettivi via via sempre più avanzati e impegnativi, finanziati mediante un fondo alimentato in riferimento al recupero dell’evasione contributiva per l’Inps, al recupero dell’evasione fiscale per le Agenzie delle entrate;

ancora in contrasto con l’intendimento enunciato dal Ministro, l’articolo 61, comma 8, del citato decreto-legge, ha ridotto drasticamente l’incentivo per l’attività di progettazione e direzione lavori dal già assai ridotto valore del 2 per cento lordo allo 0,50 per cento, col risultato di scoraggiare la disponibilità per tali attività dei dipendenti pubblici con professionalità elevate, costringendo le amministrazioni a fare ricorso ad assai più costose collaborazioni di liberi professionisti esterni,

si chiede di sapere:

come si spieghi la contraddizione tra gli intendimenti enunciati e le misure adottate;

inoltre, se il Ministro in indirizzo non ritenga, viceversa, necessario intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, per ripristinare e semmai potenziare le suddette forme di retribuzione incentivante.

 

sen. Pietro Ichino, sen. Paolo Nerozzi










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